Buongiorno, sono Ivana abito a Bologna, ho mia mamma in dialisi peritoneale da 6 anni, purtroppo avendo un gruppo sanguigno molto raro non siamo ancora riusciti a farle fare il trapianto, ho cercato su internet di informarmi sulla possibilità di farlo all'estero e ho trovato qualche notizia positiva sul centro trapianti di Marsiglia o Nizza,
sapete darmi qualche informazione aggiuntiva o dirmi a chi posso rivolgermi?
grazie mille.
Siamo un gruppo di persone legate al mondo dei trapianti; ci sono persone che lo hanno fatto da anni, altre in attesa di trapianto, e famigliari di donatori. Siamo qui per confrontarci ma soprattutto per sensibilizzare Voi che leggete. Lo so pensate che a Voi non può capitare, provate a leggere le nostre storie e poi ne parliamo. Per chi volesse inviarci la sua storia ecco la nostra mail (specificate nella mail se volete farla pubblicare in questo blog oppure no) trapianti.info@gmail.com
mercoledì 22 maggio 2013
domenica 3 febbraio 2013
venerdì 23 marzo 2012
Il mio racconto
Alla giovane età di 10 anni mi sono trasferito a Napoli dove sono rimasto fino a 50 anni. Sono sposato con tre figli. Le difficoltà di una vita a Napoli e il pensiero del futuro per i miei figli mi riportarono a Brescia nel 1987.
Incominciando a lavorare per la mia nuova casa notai che mi veniva il fiatone facendo dei piccoli lavoretti.
Mi preoccupai e facendo i primi controlli con un ricovero all’ospedale di Desenzano, dopo vari esami mi trovano un enfisema polmonare dovuto al deficit di alfa 1antitripsina, che a dir la verità non sapevo cosa fosse.
Tra visite e controlli arrivai all’ ossigenoterapia giorno e notte, ormai pesavo 48kili e non avevo voglia nemmeno di mangiare, mi guardavo allo specchio e sembravo uno scheletro.
Mi misero in lista per il trapianto di polmoni. Dopo circa 8 mesi di attesa, domenica 18 gennaio alle ore16,30 de 18 gennaio 1998,mentre ero sul letto a sentirmi la partita Brescia – Napoli, che il Brescia vinse 3 a 0, arrivò all'improvviso la chiamata: “gli organi erano disponibili”.
Dopo 15 minuti arrivò l'autolettiga che mi portò direttamente al Policlinico San Matteo di Pavia. Verso le 22.00 ero gia in sala operatoria, dopo circa sette ore l'intervento era concluso e tutto era andato per il meglio. Un grazie di cuore al prof. Viganò e a tutta l’equipe medica che mi ha seguito. Dopo circa un mese mi trasferirono al centro di riabilitazione di Montescano, dove o seguito un percorso di riabilitazione specifico per circa un mese. Tornato a casa non immaginate la gioia nel vedere i miei nipotini, quello che ho provato nel stare con loro è indescrivibile. Ho sempre solo sognato di correre con i miei nipotini nei campi, anche perchè abito in campagna.
Da quel momento era possibile: ero RINATO!!! Un grazie immenso alla famiglia del ragazzo,che con la sua generosità ha donato gli organi permettendo ad altre persone di continuare a vivere. Il 18 gennaio saranno 13 anni che sono rinato. Ora ho 66 anni ma mi sento un ragazzino e lo confermano anche i medici del San Matteo di Pavia che ogni tre mesi mi vedono per i controlli. Come tutti i trapiantati assumo ogni giorno farmaci antirigetto.
Pensavo che dopo il trapianto fosse tutto finito ma non mi importa ne vale la pena, invece di soffrire senza muoversi con l'ossigeno giorno e notte, non poter mangiare perchè il diaframma non si apriva per il peso dello stomaco.
Ora e tutta un'altra cosa, mangio di tutto, sono passato da 48 Kg a 74Kg e scusate se mi ripeto ma sono rinato e felice e se qualcuno avesse dubbi, perplessità o volesse approfondire questo discorso può telefonarmi a .questi numeri.. 0306802125 cell.330521304 e sarò ben lieto di condividere la mia esperienza. grazie. Sereno
DIVENTARE DONATORI
La vita è tutto, la malattia arriva, inaspettata, ingiusta, non è una
punizione però toglie tanto a corpo e mente, rende fragili e impotenti
la sofferenza sembra infinita ma anche il coraggio e la forza!
Ci vuole amore, dedizione e pazienza per stare vicino a chi si trova
Ci vuole amore, dedizione e pazienza per stare vicino a chi si trova
in lista d'attesa per un trapianto, unica soluzione per la cura di
gravi malattie.
All'improvviso arriva una chiamata che porta smarrimento e dolore
ma allo stesso tempo la speranza...è il Dono, il dono di una nuova Vita
All'improvviso arriva una chiamata che porta smarrimento e dolore
ma allo stesso tempo la speranza...è il Dono, il dono di una nuova Vita
e va accolto con gioia nel rispetto di una fine che è un nuovo inizio.
Le ore del trapianto, interminabili...
speranza, fiducia e voglia di vivere per se stessi e per chi con questo
speranza, fiducia e voglia di vivere per se stessi e per chi con questo
immenso gesto ha fatto rinascere tante nuove vite.
CHI DONA AMA LA VITA
Se il mio cervello si spegne
parti del mio corpo possono generare nuove vite.
Ho deciso, ho detto si, sono favorevole alla donazione.
E voi?
parti del mio corpo possono generare nuove vite.
Ho deciso, ho detto si, sono favorevole alla donazione.
E voi?
martedì 28 febbraio 2012
Doria, mamma di Davide
Mi chiamo Doria DE POLO, questo è un appello che fa una mamma a cui è morto il proprio figlio unico il 21.04.2008…..e che il suo UNICO desiderio che purtroppo mi è rimasto ( non posso avere altri figli ), sarebbe quello di conoscere, anche solo telefonicamente chi ha ricevuto gli organi di DAVIDE.
Vi scrivo questa e-mail......per farvi conoscere mio figlio
☆ ★ ☆ Davide....un ragazzo..unico, nei suoi 18 anni che ha vissuto li ha vissuti contornato da tanto amore sia da noi genitori, parenti ed amici....e anche lui ha dato tantissimo amore.Vi scrivo questa e-mail......per farvi conoscere mio figlio
Era il figlio che ogni genitore vorrebbe avere, educato, sempre sorridente, solare, amava la vita.....
un amico con la (A) maiuscola. le sue passioni: la cucina e la moto.
Lui ti dava consigli, se ti vedeva seria/o faceva in modo di farti sorridere...
per gli amici si faceva in quattro era per tutti loro.....
il punto di riferimento......
aveva vari soprannomi: ☆ ★ ☆ DADO..MORBIDO. ☆ ★ ☆
☆ ★ ☆ Poi il 18.04.2008 il destino ha deciso di metterci lo zampino, ha avuto un incidente ed il 21.04.2008 e andato in morte cerebrale.......
☆ ★ ☆ Lui come noi credeva nella donazione degli organi....generoso fin dopo la morte.
Nonostante la sua breve vita....ha lasciato a tutti coloro che l’ hanno conosciuto un grande insegnamento, ma soprattutto un grande vuoto che nessun altro riuscirà mai a colmare.
☆ ★ ☆ Davide era..è .. e rimarrà sempre UNICO PER TUTTI. ☆ ★ ☆
DAVIDE E DECEDUTO ALL OSPEDALE MAGGIORE DI BOLOGNA IL 21.04.2008
☆ ★ ☆ I SUOI ORGANI SONO STATI ESPIANTATI DALLE ORE 22 DEL 21 APRILE FINO ALLE ORE 2.00 DEL 22 APRILE. ☆ ★ ☆
****cuore: trapiantato ad un signore di 55 anni residente in Emilia - Romagna (trapianto eseguito a Bologna.. (Ospedale S.Orsola),
****rene e pancreas: ad un signore residente in provincia di Milano trapianto eseguito a Parma ( Ospedale Maggiore),
****rene e fegato: ad un signore residente in provincia di Teramo trapianto eseguito a Modena ( Ospedale Policlinico).
****trapianti di cornea un uomo e a una donna; ( intervento eseguito dopo circa 10 gg. Dalla morte di Davide )
****12 i malati ( di età compresa tra i 13 anni ed i 59 anni ) che hanno beneficiato del dono delle ossa di
Davide, i trapianti sono stati effettuati nei mesi seguenti la donazione.
Una volta guariti, i trapiantati sono tornati a casa per iniziare una nuova vita (in Emilia - Romagna, a Milano, a Teramo).
IO SO CHE PER LA PRIVACY, NON SI POSSONO SAPERE I NOMI DI QUESTE PERSONE..
.......SO CHE STANNO TUTTI BENE.
NON CHIEDO NULLA A ME BASTEREBBE SOLO SAPERE SE ANCHE COLORO CHE HANNO RICEVUTO GLI ORGANI HANNO IL MIO STESSO DESIDERIO DI CONOSCERMI O ANCHE SOLO DI SENTIRE LA MIA VOCE…QUESTO MIO DESIDERIO E’ L’UNICA RAGIONE DELLA MIA VITA…NON PENSATE CHE IO STIA CERCANDO DAVIDE IN LORO…E’ IMPOSSIBILE DAVIDE ERA E RIMARRA’ UNICO….
NON VOGLIO ASSOLUTAMENTEPER FARMI SENTIRE DIRE GRAZIE....PERCHE' PER CHI DONA IL MIGLIOR RINGRAZIAMENTO
E QUELLO CHE QUESTE PERSONE STANNO BENE E HANNO RICOMINCIATO A VIVERE.
AL CENTRO TRAPIANTI DELL OSPEDALE. SAN ORSOLA DI BOLOGNA, MI HANNO DETTO CHE DEVE ESSERE CHI RICEVE A CHIEDERE INFORMAZIONI DA CHI HA AVUTO GLI ORGANI.
SE QUALCUNO DI QUESTE PERSONE O QUALCHE LORO PARENTE VOLESSE CONTATTARMI.....e-mail dado_
SONO MEMBRO CON IL NOME dado_89m NEL BLOG: TRAPIANTI.....IL DONO DELLA VITA......POTETE PUBBLICARE QUESTA LETTERA NEL BLOG....
venerdì 24 febbraio 2012
LETTERA AL MIO ANGELO
mi chiedo che colore saranno stati,
quegli occhi che ora permettono
a qualcuno/a di vedere;
vedere i volti dei propri cari
la bellezza dell'universo,
vedere con te la vita.
Metto una mano sul mio cuore,
sento il suo battito
e cerco di immaginare
il battito del tuo di cuore;
quel cuore che ora
pulsa e batte in un altro corpo
che ama, che soffre, che gioisce,
che si emoziona, che vive con te.
Guardo la mia cicatrice....
cerco di immaginarti tutta;
so che eri una ragazza,
e come tutte le ragazze,
avrai avuti i tuoi sogni,
le tue amicizie,
il primo amore, il primo bacio,
i progetti per un lontano futuro.
Quel futuro che invece
hai donato ad altri, me compresa.
Ora sento e percepisco
il dolore immenso dei tuoi parenti,
dei tuoi amici, di coloro che ti amavano:
questo non è difficile da percepire
e capire......
questo lo leggo tutti i giorni,
lo sento tutti i giorni angelo mio,
lo percepisco nelle parole delle madri
che hanno un angelo come te lassù.
Sento però anche la presenza della speranza;
quella speranza che anch'io cerco,
quella di poter conoscere i tuoi cari,
poterli abbracciare, ringraziare,
non potrò eliminare il loro dolore,
ma sicuramente lo potrò lenire.
Perciò ascoltami fa che io, e non solo io,
possa un giorno incontrarli.
Fa che tutte le madri e i padri
che hanno dato vita ad un angelo
come te, possano un giorno
riascoltare il battito del suo cuore
e rivedere i suoi occhi.
Grazie angelo mio, grazie infinte,
grazie di avermi ridato la vita
con la tua vita:TI VOGLIO BENE.
Luciana Favuzzi 20/2/2012
venerdì 10 febbraio 2012
La mia Storia…
la mia Storia amo definirla come la trama di un'opera Pirandelliana, dove di volta in volta cambiano gli attori ma la trama è sempre la stessa, ovvero ciascuno a suo modo interpreta la parte raccontando la propria storia.
La mia inizia nel 1985, ho appena compiuto 18 anni il mitico traguardo della maggiore età, iniziano le belle speranze, prendere la patente andare a lavorare essere indipendente. Faccio domanda per arruolarmi nei Carabinieri, già allora arruolarsi era un motivo di trovare un lavoro ben retribuito; faccio le visite qui in Sardegna, poi a marzo parto per Roma per l'ultima serie di visite e i quiz, se arrivi ai quiz sei dentro, ma purtroppo nel foglio della visita medica ci sono dei punti segnati a matita, inizio a pensare che qualcosa non va e infatti mi scartano. Dopo alcuni giorni arriva il referto ci sono dei valori che sono alterati, mi domando: io che sono stato il più sano dei miei fratelli, come può essere? Allora tramite un medico amico di famiglia, che in quel periodo stava finendo la specializzazione, optiamo per fare dei prelievi, passa a casa mia fa il prelievo, ma dopo un paio di giorni mi chiama dicendomi che forse è meglio farlo a Sassari in clinica che magari durante il viaggio si possono essere alterati, vado a Sassari faccio i prelievi: non si scappa ci sono i valori della creatinina a 4.7, devo ricoverarmi. In due settimane di ricovero mi vedo il mondo crollare addosso, diagnosi: Insufficienza Renale Cronica, perchè a me? La bravissima dottoressa che mi seguiva nel reparto delle cliniche Universitarie di Sassari mi prepara a quale percorso sarei andato incontro: per un pò in terapia conservativa dieta ipoproteica e farmaci, la dialisi ed infine il trapianto. Non mi fermo e vado a Genova all'Ospedale S. Martino al monoblocco: voglio saperne di più, ma la diagnosi è sempre la stessa: Insufficienza Renale Cronica. A Genova sto un mese, li mi chiedono se qualcuno dei miei familiari è disposto a donarmi un rene, perchè i tempi di attesa per fare il trapianto da cadavere sono lunghissimi, si propone mia madre, fa gli esami per la compatibilità, ma quest'ultima non è molto alta anzi non va bene, si costituisce una commissione medica, da una parte il chirurgo e la sua equipe, dall'altra il nefrologo e i suoi collaboratori ed un medico di mia fiducia, i nefrologi sono contrari e io do ascolto a loro per cui me ne rientro a casa. nel 1987 a novembre inizio la dialisi, per circa 5 mesi è leggera infatti la faccio solo una volta la settimana, dove i primi 2 mesi mi vedo costretto ad andare in treno ad Olbia perchè nel mio centro non c'è posto. Sempre nel 1987 a dicembre tramite il mio centro di riferimento che è quello di Ozieri, vengo inviato a mettermi in lista presso il centro trapianti di Marsiglia, che è diretto da un Professore di origini Italiane. l'Ospedale, il S.te Marguerite mi fa un pò paura poichè è una struttura vecchia, comunque rientro a casa alle ore 23.59 del 24 dicembre, si proprio come Gesù bambino, arriva anche il momento di passare alle tre sedute alla settimana per quattro ore. Intanto mando sieri per la compatibilità nei centri di Genova, Milano, Cagliari e Marsiglia e così passa anche il primo anno di dialisi, finchè a gennaio del 1989, ed esattamente il 19 alle 22.30 mi sveglia mio padre dicendomi che c'è il professore dalla Francia che mi vuole parlare. Il professore è calmo e mi dice di avere un rene per me, vado nel pallone e mi faccio ripetere tutto, come chiudo la telefonata non so che fare, allora mio padre mi dice di chiamare i carabinieri, ma a me viene un'idea: chiamo a casa il primario della nefrologia e dialisi di Ozieri, il quale mi dice di andare in ospedale al pronto soccorso che li avrebbero provveduto a chiamare infermiera e medico reperibile: dovevo fare la dialisi e si doveva attivare la procedura per farmi andare a Marsiglia. E' un puzzle che si chiude: il responsabile della Prefettura che doveva chiedere la disponibilità dell'aereo militare è il marito della mia ex maestra elementare, l'aereo militare deve portare un'altra paziente proprio a Marsiglia, si parte ed alle 06.30 sono a Marsiglia e mezzora dopo sono in ospedale, una cosa mi colpì la borsa frigo dove era sistemato il rene aveva un nome all'esterno: Mr Deriu, era per me. Il trapianto è fatto, rimango a Marsiglia circa 75 giorni a causa di qualche problemino di denti, ed infine il 4 aprile rientro giusto in tempo per festeggiare i 25 anni di matrimonio dei miei genitori, purtroppo in quel tempo che eravamo a Marsiglia viene a mancare mia nonna, ma io sono tornato a casa nuovo di zecca. Da allora sono passati 23 anni ed ogni anno festeggio con qualcuno questo mio secondo compleanno di rinascita, con una preghiera per quell'angelo che mi ha dato un pezzo di se stesso, senza conoscerci, non so molto di questo mio donatore( tranne che era una ragazza della mia età di allora: 21 anni).Le parole di una canzone di Francesco Guccini ( la locomotiva) sono perfette per rispondere a chi mi chiede qualcosa sul mio donatore: " Non se che viso avesse neppure come si chiamava".....ma so solo che le sarò grato per tutta la vita. Oggi ho un lavoro, mi dedico al volontariato con l'aido - admo del mio paese, faccio parte di due associazioni che si occupano di dare risposte sulle malatte renali e sui trapianti: L'ASNET (che è Sarda) e L'ANED di Milano, con la quale faccio i giochi dei trapiantati e gioco come portiere della Nazionale di Calcio Trapiantati ANED. Noi che abbiamo ricevuto Dobbiamo essere sempre Testimoni.Antonio Derìu
martedì 29 novembre 2011
Per chi è in attesa
Solo chi ha vissuto l'attesa, può capire cosa vuol dire.
Una vita non vita questa è l'attesa,
un'angoscia perenne
un sorriso sulle labbra con la tristezza dentro,
un non pensare, ed invece puntualmente
ogni tanto quel pensiero si fa strada
e rimbomba nella tua mente.
Giorni tutti uguali, pieni di speranze
che alla sera perdi, un altro giorno passato.
Il tempo passa e tu quel tempo
non ne hai molto.
Sei un naufrago aggrappato ad un pezzo di legno
in un mare in tempesta,
ma non mollare mai quel legno che ti tiene a galla,
nemmeno quando pensi di non farcela più;
allora stringi i denti e stringi ancora di più il legno.
Il cielo è sempre più buio, il mare si agita sempre più,
ma proprio allora.......
squilla il telefono, il cuore batte come un tamburo impazzito
la paura ti prende alla gola,
tremi come una foglia
il viaggio in ospedale....
guardi
come se fosse l'ultima volta il paesaggio
che ti circonda.
Poi tutto è una corsa, gli esami, la tak, è tutto pronto
allora pensi al tuo angelo
e cominci a ringraziarlo,
il buio non c'è più è spuntato l'arcobaleno, il mare è calmo.
ora dormi, ti svegli pieno di tubi e fili, sorridi
stavolta il sorriso è vero
il più è fatto, il tuo angelo è dentro te
e non ti abbandonera più.
La vita riprende a scorrere nel tuo corpo.
( Luciana Favuzzi)
.
Una vita non vita questa è l'attesa,
un'angoscia perenne
un sorriso sulle labbra con la tristezza dentro,
un non pensare, ed invece puntualmente
ogni tanto quel pensiero si fa strada
e rimbomba nella tua mente.
Giorni tutti uguali, pieni di speranze
che alla sera perdi, un altro giorno passato.
Il tempo passa e tu quel tempo
non ne hai molto.
Sei un naufrago aggrappato ad un pezzo di legno
in un mare in tempesta,
ma non mollare mai quel legno che ti tiene a galla,
nemmeno quando pensi di non farcela più;
allora stringi i denti e stringi ancora di più il legno.
Il cielo è sempre più buio, il mare si agita sempre più,
ma proprio allora.......
squilla il telefono, il cuore batte come un tamburo impazzito
la paura ti prende alla gola,
tremi come una foglia
il viaggio in ospedale....
guardi
come se fosse l'ultima volta il paesaggio
che ti circonda.
Poi tutto è una corsa, gli esami, la tak, è tutto pronto
allora pensi al tuo angelo
e cominci a ringraziarlo,
il buio non c'è più è spuntato l'arcobaleno, il mare è calmo.
ora dormi, ti svegli pieno di tubi e fili, sorridi
stavolta il sorriso è vero
il più è fatto, il tuo angelo è dentro te
e non ti abbandonera più.
La vita riprende a scorrere nel tuo corpo.
( Luciana Favuzzi)
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Mariarosaria Gallo.... la mia storia
Eravamo nel settembre del 75’ . Io appena 13enne.
Quella sera mi addormentai con il futuro negli occhi e la voglia di vita.
Quella che tutte le adolescenti sognano e progettano.
Al risveglio mi sentì avvolta da uno strano malessere.
Mia madre fu la prima a vedermi in quelle condizioni.
Ero tutta gonfia. Dal viso ai piedi.
Subito il medico di famiglia ordino il ricovero.
Era uno dei primi.
Da li in poi la mia vita fu condizionata da numerosi mesi trascorsi in ospedale.
Una dottoressa avvolta nel suo camice bianco mi avvicinò .
La diagnosi fu un verdetto per la mia giovane età:Glomerulonefrite con sclerosi focale.
La mia vita cambiò direzione ..
Da ragazzina sana,allegra e solare,mi vidi catapultata nel mondo della malattia.
Del dolore fisico e mentale.
Fui costretta alla violenza di terapie come il cortisone,che alteravano il mio aspetto fisico.
La mia immagine fu portata via.
Per anni non mi volli accettare .
Avevo imparato a convivere con la malattia .
Tra controlli ospedalieri,farmaci e biopsie,tutto divenne parte integrante del mio modo di vivere!
Privata dell’innocenza dell’età,trafitta da aghi e da occhiate spesso indiscrete,vivevo la mia vita piena di domande senza risposte.
Estate del 81. Avverto nella notte un senso di soffocamento.
Non riesco a respirare .
Nemmeno l’aria fresca della notte mi permetteva far entrare aria nei miei polmoni.
Dopo qualche ora,mi trasportarono in un grande ospedale della città.
Entrai in coma uremico.
Ricordo che al risveglio mi trovai in una sala operatoria.
Mio corpo su un lettino gelido , rigido senza alcun cuscino.
Mi spalmarono un liquido marrone .
Mi stavano preparando per la dialisi,tagliando il mio braccio per confezionar la fistola per la dialisi.
Un nefrologo,mi spiego che la gravità delle mie condizioni non lasciava spazi alla speranza.
Gli indicatori della perdita definitiva della funzione renale erano chiari irrimediabilmente .
Mi aspettava la dialisi. L’appuntamento con lei ,tre volte alla settimana era tassativo…..
In quel momento, sentivo la mia vita sbriciolarsi tra le mani.
Bussai alla porta del futuro. Lo supplicai ma lui girò il suo volto triste dall’altra parte.
Mi si negava una vita “ normale “.
Mi presentò un'altra fatta di sedute dialitiche, dove avrei affidato la mia sopravivenza a un rene artificiale!
Fu difficile appena 18enne, sentirmi inabile in ogni mia azione.
Mi mancava la libertà . La normalità. La voglia di poter scegliere il mio tempo senza essere condizionata da turni dialisi o malori improvvisi.
Mia madre vedendo che ogni giorno mi spegnevo dentro, decise di donarmi suo rene.
Andammo a Lione (F) per fare la tipizzazione, ma l’esito fu negativo.
Mamma era portatrice di un problema vascolare che serrava la porta della donazione.
Ultima chance restò quello del trapianto da cadavere.
Dopo otto lunghi anni di dialisi, dove vidi passare estati e primavere cercando di raccogliere spiccioli di felicità, lunghi autunni e gelidi inverni,
una notte del 21Maggio del 88,arrivo una telefonata da Lione .
C’era un rene disponibile per me.
Si spalancarono le porte della mia vita.
Questa volta il liquido marrone che mi spalmavano sul mio corpo ,la luce intensa della lampada che illuminava la sala ,
cosi vicino al mio martirizzato corpo paradossalmente sembravano come se fossero avvolti di buon augurante simpatia .
E il trapianto andò a buon fine.
Passarono 2 anni dal trapianto e mi sposai con un ragazzo che avevo conosciuto 4 anni prima .
Nel 91 nacque il nostro primo bambino .
Etienne fu il nome scelto per lui, in ricordo del mio giovane donatore che proveniva da S. Etienne.
E dopo quattro anni ancora , nacque Emanuela.
Nel 2002 il rene donatomi aveva compiuto il suo percorso. Sono costretta alla dialisi di nuovo.
Questo ritorno in dialisi, fu più drammatico della prima volta .
Firenze 2004 . Ospedale Careggi.
Vengo trapiantata per la seconda volta.
Oggi sto bene. !
Con la donazione io sono rinata e due vite sono nate .
I miei donatori? Sono parte di me .
Attraverso i miei figli, il loro ricordo, vivrà per sempre.
Mariarosaria Gallo.
Mariarosaria Gallo.
domenica 30 ottobre 2011
Un appello
Sono Maria Grazia e sono stata trapiantata ad Udine il 29/10/98 ma la morte del mio donatore è avvenuta il 28/10/1998, sono stata contattata dall'Ospedale S. Maria della Misericordia di Udine la sera di quel dì alle 19.30. Del mio donatore non conosco quasi nulla tranne che era un ragazzo giovane ed alto. Se un familiare leggerà questo appello chiedo dopo tanti di poterli conoscere e ringraziare, anche solo telefonicamente.
Autorizzo la redazione a pubblicare questo mio appello
Maria Grazia Lo Nigro
via maestri del lavoro, 50
90124 Palermo tel 0916170559- 3286125760
Autorizzo la redazione a pubblicare questo mio appello
Maria Grazia Lo Nigro
via maestri del lavoro, 50
90124 Palermo tel 0916170559- 3286125760
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